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Per riportare in modo significativo i dati sui gender pay gap, i datori di lavoro devono raggruppare i dipendenti in “categorie di lavoratori” – gruppi di ruoli che possano essere confrontati in modo equo.
La direttiva UE sulla trasparenza salariale non definisce le categorie in dettaglio. Le organizzazioni devono stabilirle autonomamente, purché siano obiettive, coerenti e spiegabili.
La definizione di “categoria di lavoratori” è centrale per la misurazione e l’analisi dei divari salariali. Garantisce che i confronti siano effettuati tra ruoli effettivamente comparabili.
Basi per definire le categorie:
Best practice:
I rischi:
Definire le categorie con cura rafforza la conformità e mette in evidenza dove l’equità è già presente e dove è necessario migliorare.
Leggi anche: Su quali dipendenti impatta la Direttiva UE sulla Trasparenza Retributiva?
Rivedi le strutture interne e decidi come definire le categorie in modo coerente con la tua forza lavoro. Coinvolgi HR, ufficio legale e rappresentanti dei dipendenti fin dall’inizio, così che le definizioni siano credibili e difendibili.
Questa è anche un’opportunità per migliorare la coerenza interna. Categorie ben progettate rendono più semplici da spiegare le decisioni retributive e contribuiscono a costruire fiducia.
Il termine “categoria di lavoratori” può sembrare tecnico, ma è un elemento chiave della trasparenza salariale. Definendolo correttamente, la rendicontazione non si limita a soddisfare la conformità normativa, ma diventa uno strumento di credibilità e di cambiamento culturale.