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Sì, la direttiva UE sulla trasparenza retributiva non vieta le negoziazioni individuali.
Le aziende possono continuare ad adeguare le offerte economiche in base a competenze, esperienza e domanda di mercato.
Ciò che cambia è la necessità di coerenza e trasparenza. Se due persone che ricoprono ruoli equivalenti percepiscono retribuzioni diverse, l’azienda deve poter spiegare la differenza.
Quando lo scarto supera il 5% e non può essere giustificato da criteri oggettivi, può scattare l’obbligo di adottare misure correttive.
La negoziazione rimane possibile, ma all’interno di un quadro più strutturato.
Le aziende possono:
Con la direttiva, però, cambiano alcune cose:
Inoltre i dipendenti dovrebbero poter vedere come si colloca la loro retribuzione all'interno di una determinata fascia salariale e quali sono i requisiti necessari per avanzare di livello.
Leggi anche: Cosa significa “lavoro di pari valore” e come lo definiamo?
La flessibilità resta importante, ma oggi deve poggiare su basi strutturate. Questo significa:
La negoziazione non scompare, si evolve. In un contesto di trasparenza retributiva, le decisioni devono essere comprensibili, coerenti e giuste.
Quando applicata correttamente, la trasparenza non frena la competitività, ma rafforza la fiducia: dimostra che le opportunità di crescita e retribuzione sono chiare, eque e accessibili a tutti.