
Cosa si intende per “retribuzione” secondo la direttiva europea?
In breve
La direttiva UE sulla trasparenza retributiva adotta una definizione ampia di “retribuzione”. Lo stipendio base rappresenta solo una parte: il reporting deve comprendere anche bonus, indennità e benefit in natura (ad esempio auto aziendale).
Riassumendo, occorre rendicontare l’intero pacchetto retributivo effettivamente percepito dai dipendenti.
Analizziamo nel dettaglio
L’obiettivo è garantire confronti coerenti tra figure analoghe, considerando la retribuzione totale e non solo lo stipendio base.
Elementi generalmente inclusi nella retribuzione:
- stipendio base (adeguato in base al FTE se necessario);
- bonus e commissioni;
- indennità, ad esempio per trasporto, pasti o trasferte;
- benefit non monetari, quali auto aziendale o assistenza sanitaria privata;
- straordinari retribuiti;
- altri benefit finanziari legati alla performance o al ruolo.
Elementi variabili in base all’implementazione nazionale:
- rimborsi spese;
- indennità di licenziamento o incentivazioni di fine rapporto;
- bonus occasionali discrezionali.
Queste aree grigie sono ancora in fase di definizione a livello nazionale, pertanto è fondamentale monitorare gli aggiornamenti locali.
Retribuzione maturata vs contrattuale:
Occorre determinare se riportare lo stipendio contrattuale o la retribuzione effettivamente maturata (che può essere influenzata da assenze o permessi). Molti esperti raccomandano di utilizzare lo stipendio contrattuale per garantire coerenza, pur rispettando le norme locali.
Implicazioni operative
È necessario costruire un quadro completo della retribuzione, includendo stipendio base, compensi variabili e benefit in natura.
Per ottenere confronti significativi è importante:
- disporre di un’unica fonte di dati per tutti i componenti retributivi;
- trattare in modo coerente le “aree grigie” (ad esempio rimborsi spese, bonus discrezionali);
- assicurare trasparenza sugli elementi inclusi e sulle ragioni della loro inclusione.
Riferimenti aggiuntivi:
Rilevanza della direttiva
La “retribuzione” comprende più della semplice busta paga. L’utilizzo della definizione estesa prevista dalla direttiva consente di rendicontare il reale valore della retribuzione e di evitare contestazioni su elementi esclusi o inclusi erroneamente.
Regole chiare e coerenti non solo favoriscono la conformità normativa, ma rafforzano la fiducia, mostrando che tutti i lavoratori sono valutati secondo criteri trasparenti e uniformi.


